Sardegna andata e ritorno: dopo anni nella Ville Lumiere, lo chef Davide Atzeni sceglie il rientro a casa.

28.06.2017

Le sue esperienze fuori dalla Sardegna sono state preziose, ma ora Davide è convinto che sia la sua terra, con la sua forte genuinità, a poter stimolare ogni giorno la sua creatività in cucina. 

Si immerge fin da giovanissimo nell'universo culinario, con un corso professionale che gli dà la qualifica di aiuto cuoco. Da allora una miriade di esperienze ha condotto Davide Atzeni, chef sangavinese classe 1986, a sviluppare uno stile unico ed una tecnica in cui la contaminazione e la continua voglia di sperimentare la fanno da padrone.

Una delle tappe fondamentali del suo percorso è quella di Como, al Ristorante "Trattoria del Gesumin", dove Davide apprende le basi della cucina più autentica e casereccia. Da lì, le porte di Parigi si spalancano e per nove anni la capitale francese sarà lo scenario della crescita di questo giovane cuoco, la cui passione lo porta in numerosi ristoranti e fino alle cucine dell'antichissimo "Grand Véfour", situato all'interno del suggestivo Palais-Royal. Eppure, col trascorrere del tempo, la nostalgia della sua terra diventa un richiamo irresistibile: «Ciò che più mi ha formato riguardo al mio lavoro l'ho appreso proprio a casa - afferma con certezza Davide, - soprattutto rispetto a quei gusti semplici e genuini che a un certo punto mi sono mancati». Lo chef sostiene infatti che «quando si lavora all'estero, spesso rimane poco spazio per l'autenticità».

La Sardegna, quindi, come meta di ritorno per esprimere al meglio la propria personalità. E l'occasione arriva al Ristorante "Fradis Minoris", in cui la Laguna di Nora non fa soltanto da incantevole sfondo ma costituisce una preziosa risorsa di prodotti da rispettare e valorizzare. L'approccio è infatti quello di un ittiturismo sostenibile, con menù preparati nel rispetto della biodiversità marina e con l'intento di dare risalto alle specie più diffuse sul territorio. Davide sposa appieno questa filosofia, e aggiunge il suo contributo ad ogni ricetta: «I procedimenti che ho acquisito fuori dall'isola mi servono come base: mi piace usare le tecniche comparate per rivisitare i nostri piatti più tipici, quelli della tradizione popolare, preparati nelle nostre case da generazioni».

Un esempio concreto di questa linea di pensiero? Il nostro più classico muggine arrosto rivisitato in maniera molto semplice in questa ricetta, che prevede un fondo di acqua di maree un accompagnamento di erbe tutte rigorosamente lagunari: salicornia, ravastrello, finocchietto marino e nasturzio. Il cefalo è scottato alla piastra, poi avvolto in erbe aromatiche e finisce la sua cottura in forno a 215°C.

Lo spettacolo della semplicità e della cura, qui come in tutte le sue ricette, attraverso cui Davide cerca di trasmettere le stesse emozioni che lui sente e prova: «La realtà che mi circonda è anche motivo costante di ispirazione per la mia creatività. Costruisco i piatti in base a ciò che quotidianamente vedo e vivo, ai colori, ai profumi e alle sensazioni che incontro». 

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