Le piante sarde che fanno bene alla salute.

23.03.2017

Eleonora Mamusa

Il nostro territorio è ricchissimo di piante officinali, una passeggiata tra boschi e campi può essere salutare in tutti i sensi. 

Nel mese di marzo la primavera torna a sbocciare con una miriade di colori e profumi. E se col clima più mite il richiamo delle spiagge comincia a farsi sentire, non bisogna dimenticare che il territorio sardo offre una natura ricca e godibile anche attraverso una semplice passeggiata in campagna, a contatto con tutto ciò che la terra ci regala.
Oltre che una delizia per gli occhi, che in questo periodo comincia a circondarci e a rendere le nostre giornate più piacevoli, la rinascita della fioritura può rappresentare un valido aiuto per il nostro benessere e la nostra salute. Non soltanto, infatti, numerosi studi hanno stabilito che immergersi nella natura attraverso camminate e pedalate, esponendosi al sole con le giuste precauzioni e respirando aria più pulita, sia un vero e proprio toccasana e migliori la qualità della vita; ma possiamo anche ricevere beneficio dalle tante piante officinali che spontaneamente diventano protagoniste dei nostri campi e dei nostri giardini con la bella stagione. Spesso si tratta di piante che abbiamo sempre conosciuto, ma di cui non sappiamo nemmeno il nome, e tanto meno le loro doti curative. Altre siamo addirittura abituati a considerarle come erbacce da estirpare e debellare, ignorando il fatto che la conservazione e l'utilizzo erboristico e fitoterapico potrebbe invece salvarci da numerosi fastidi e disturbi. 
A parte le sempre presenti margheritine, che oltre a simboleggiare i più grandi dilemmi d'amore hanno importanti proprietà depurative, rinfrescanti e sedative, a marzo ci troviamo circondati da splendidi fiori con interessanti effetti terapeutici. Uno di questi è il fiore di stecade o lavanda selvatica, sfruttabilissimo in infuso, estratto fluido e soluzione sia per via interna che per via esterna. Le sommità fiorite della pianta hanno infatti proprietà antisettiche, antispasmodiche, diuretiche, emostatiche e stimolanti, e si utilizzano quindi sia in caso di attacchi d'asma e bronchite, sia per alleviare l'emicrania e le vertigini, e infine in caso di contusioni, ferite e piaghe. 
Anche le gemme di pioppo, già spuntate ai primi del mese, e la tossilaggine, che illumina i bordi delle strade e dei campi col suo giallo acceso a partire da febbraio e fino ad aprile, sono utilissime contro la tosse, il catarro e l'infiammazione dei bronchi. Gli splendidi fiori di rosmarino, insieme alle sue foglie, costituiscono un rimedio per tanti sintomi tra cui fermentazioni gastro-intestinali, indigestioni, palpitazioni e nausea. Infine, i fiori dell'incantevole viola mammola possono lenire afte, bronchiti, faringiti e gastroenteriti, soprattutto assumendo degli infusi. 
Concediamoci quindi più spesso passeggiate che possono arricchirci da tanti punti di vista, ricordandoci che, se decidessimo di sfruttarle anche per raccogliere i tanti doni del territorio, il supporto di una guida esperta è sempre necessario per riconoscerli e utilizzarli al meglio.



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